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KATON-JI

June 05

c'è chi

Cè chi dimentica.. serate calorose passate sotto le coperte, pomeriggi stanchi a coccolare il gatto siamese, c'è chi dimentica cene domestiche a lume di candela, estati assolate a bruciare senza ombrellone, ma con tanto olio nella pelle. c'è chi dimentica gelati furtivi ad ogni ora e cappuccini caldi ogni mattina allo stesso bar alla stessa ora con lo stesso giornale e lo stesso sorriso. c'è chi dimentica dolorosi momenti bagnati dal pianto incessante della preoccupazione e gioie sterminate arricchite da un candido e bianco sorriso. c'è chi dimentica vestiti eleganti per serate speciali e jeans strappati ma attraenti per  la giornata. c'è chi dimentica situazioni oniriche e frivoli giochi innocenti e maliziosi. c'è chi dimentica il sapore del mare e il tatto della sabbia, c'è chi dimentica errori imperdonabili e promesse da mantenere. c'è chi dimentica il calore del sole e la bellezza della luna, cosi bianca e sincera, onesta e puntuale da fare impazzire la mente e stimolare le più belle parole che sgorgan dal cuore, senza paura di dire ne timore di sentire, senza speranza ma certezza che tutto è vero e che tutto è li congelato, come una pallida Diana in attesa del suo caldo bagno che nessuno vedrà che nessuno racconterà che nessuno sussurrerà perche nessuno lo vivrà più. c'è chi dimentica.... ma c'è pure chi non puo dimenticare...
February 27

Qualcuno Era....

 Il signor G credo abbia ragione, quando scrive(va) i  versi delle sue meravigliose poesie. anche se  allargherei ad un contesto un po più ampio le sue idee e non ad una sola categoria di uomini che credono in una fede (ideologica, politica, religiosa). L'allargamento coinvolge la sola categoria  (per alcuni superiore) che popola la terra cioè l'uomo che come tale ha una fede (ideologica, politica, religiosa) e che nella sua parabola segue delle tappe per cosi dire articolate o quantomeno variegate, ma che hanno tutte un esito conclusivo in sè. Va cioè a quantificare il duplice essere che regna in noi e che G desciveva magnificamente come segue.... Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo. (ovazione)
Tutto ciò slegato da ogni riferimento politico e ideologico, ma puramente e semplicemente umano.
January 22

in attesa di

La vita è.....! Quante volte avrei voluto finire la frase con la certezza di dire la cosa giusta.. tante, ma non ci sono mai riscito. Però pensandoci un poco mi è venuta in mente una costante che si ripete nella vità. L'attesa. La vita è attesa dal momento in cui si concepisce già aspettiamo di venire al mondo (chissà fosre aspettiamo anche prima), attediamo di crescere di conoscerci e conoscere (gli altri e le cose) di fidarci (amici) di innamorarci. attendiamo il primo bacio, il primo amore, la prima lacrima strappata all'adolescenza che ti fa diventare grande. Cosi come il primo dolore vero per la perdita di persone care. Aspettiamo con ansia nostro figlio, nostra moglie, aspettiamo un lavoro, una casa, un animale, la primavera, la neve, la fine della guerra,una giornata fortunata, un fatto importante che ci può cambiare la vita (in male o in bene), la giustizia,l' equità di trattamento per tutta l' umanità,  etc. Ma veramente aspettiamo questo? o più semplicemente aspettiamo la fine di tutto questo per avere soddisfatto quel bisogno di pace e serenità che è latente in ogniuno di noi..   
September 19

Che cos'è l'amor

Mi è stato più volte chiesto che cosè' l'amore? e francamente non ho mai saputo dare una definizine convincente di che cos'è realmente. Non che ci riesca ora.. ma si potrebbe rispondere alla Caposella: "chiedilo al vento che sferza il suo lamento sulla ghiaia del viale del tramonto". Di sicuro è un qualcosa che ci coinvolge in modo unico rispetto al resto, c provoca sensazioni uniche e atmosfere uniche, che spesso sfociano in gioia e in un apparente felicità: "è un sasso nella scarpa che punge il passo lento di bolero"  Ma non è mai indeterminato, ha un suo inizio, svolgimento, declino e un inevitabile fine..   Per cui mi viene da dire che è una piacevole illusione che inganna la mente e fa impazzire il cuore, ma  una volta che è finito lascia sconvolti e doloranti chi ne è stato vittima. Non solo. Crea anche  dipendenza e quindi un ulteriore illusione di poter  ricercare cio che si è perduto con altre persone, girando inevitabilmene a vuoto o creando nuove illusioni: "partita sei partita e mi trovo ricacciato mio malgrado nel girone antico qui dannato tra gli inferi dei bar" 
Ma essendo l'amore  illusione ci allontana dalla verità proiettandoci in una realtà drogata che non c'è ma esiste nell'illusione che ci sia per cui l'amore  "è quello che rimane da spartirsi e litigarsi nel setaccio della penultima ora"  e cioè peggio di una purissima cocaina ke ti sceglie ti prende ti porta con se,  decidendo come quando e perche abbandnarti. Ma in quel momento non ci pensi 2 volte a farti trascinare via perchè ti fa volare in alto tanto tanto tanto....  e non scorgi mai il burrone sottostante.  
July 31

Omaggio a...

Solamente pochi concoscono l'ultimo grande filosofo del '900 Krishnamurti. Lui è stato uno dei più originali pensatori del nostro tempo, investigò le fondamentali questioni della vita, il vero significato dell'amore, della religione, del tempo e della morte senza cercare le risposte nei libri, nelle Sacre Scritture, senza accettarne alcuna credenza, né alcuna religione organizzata, né alcun sistema di pensiero.

Come il Buddha, Krishnamurti cercava la risposta a queste domande mediante l'osservazione, la ricerca e la conoscenza di sé, cose che nessuno fa più troppo presi dall'apparire ed  dall'essere. Tramite questa ricerca è riuscito a  giungenre ad una percezione diretta della verità che va oltre i concetti individuali, alle teorie e alle descrizioni.

Egli non era né un erudito né un intellettuale; non si occupava né di teorie né di concetti, parlava soprattutto delle sue ricerche e delle sue indagini parlava di se un po come Cartesio.

Ciò che lui  detto può essere stato detto prima da altri, ma Krishnamurti giunse alla verità da se stesso indagando al suo interno sradicando il pensiero come principio dei mali dell'uomo.

 In un'epoca dominata dalla scienza e dall'intelletto, egli ha indicato i limiti del pensiero e della conoscenza come mezzo di vero cambiamento, cercando di piegarlo ai sensi dell'uomo e sgonfiandolo dall'idea che il pensiero e perciò il cervello è la parte dominante del corpo, con cui l'uomo si identifica. Di fatto Krishnamurti da al pensiero il giusto ruolo non di tracciare vie ma di ipotizzare situazione riducendolo a semplice mezzo per riuscire a vivere il presente.

Un modello discutibile e difficile da accettare, ma sicuramente da studiare e tenere a mente in un mondo dove il pensiero ci porta ancora ad ucciderci e ad autodistuggerci. 

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